Campi di ricerca

Scuola all’aperto

L’outdoor education tra i campi di ricerca e di applicazione del Metodo Sperimentale

Scuola

/scuò·la/
sostantivo femminile

Istituzione organizzata per l’istruzione collettiva della gioventù o per la preparazione specifica degli allievi in una determinata disciplina, arte o professione: s. pubblica, s. privata; s. statale; s. all’aperto.

“Rispettare il bambino nella sua personalità e svilupparlo secondo natura: che è quanto dire secondo verità”.

Giuseppina Pizzigoni

G. Pizzigoni, Le mie lezioni ai maestri delle scuole elementari d’Italia, 1931, 221.

CAMPI DI RICERCA

La scuola all’aperto dalla Rinnovata all’outdoor education

La scuola all’aperto è un’opportunità per tutti i bambini di vivere le ore scolastiche in un contesto che Giuseppina Pizzigoni chiama “ambiente di apprendimento” adatto alla nuova scuola.

La scuola all’aperto era la risposta per la cura dei bambini che mostravano i segni della mancanza di igiene e di una esistenza vissuta in luoghi insalubri. Aiutava a prevenire la condizione stessa del sopraggiungere della malattia, spesso la tubercolosi, e permetteva di sostenere i bambini con ritardo nell’apprendimento causato non di rado dalla trascuratezza dei luoghi frequentatati dai piccoli.

Nel 1916 la Rinnovata istituisce le classi differenziali introdotte come esperimento per bambini con bisogni speciali. Ogni bambino è osservato dalla maestra, in stretto contatto con i medici e si interviene costantemente nella formulazione del programma adattandolo alle specifiche esigenze.

L’idea portante della scuola all’aperto si coniuga con una scuola bella che pensasse ad una educazione completa del bambino, impegnata nella crescita psicofisica e spirituale dell’alunno per preparare alla vita; una scuola del minimo sforzo con il massimo profitto; una scuola d’igiene fisica, mentale e spirituale, necessaria perché la ricerca scientifica ci dimostra come l’educazione fisica influenzi i processi intellettuali e il coordinamento del pensiero. La dizione di scuola all’aperto è spesso oggi associata a quella di Scuola nel bosco e di outdoor education.

OUTDOOR EDUCATION

Il Fondo Pizzigoni e l’educazione all’aperto

Giuseppina Pizzigoni, parlando della sua visione di rinnovamento della scuola, riferisce di un “ambiente nuovo” nel quale i ragazzi potessero muoversi, fuori dalla costrizione del banco, all’aperto per poter godere di luce, sole, aria, e poter vivere in modo salutare, con evidenti benefici per la salute, la crescita psico-fisica e lo sviluppo tanto cognitivo quanto spirituale ed etico (Pizzigoni 1956, 18).

Una felice intuizione che risale al 1907, destinata a condurre la maestra, poi divenuta dirigente e manager a fondare la Scuola Rinnovata Pizzigoni di Milano, anticipando una architettura scolastica nella quale gli spazi sono pensati per il movimento, la ricerca, l’ingresso dell’ambiente mondo nella scuola e viceversa.

Il Fondo Pizzigoni custodisce documenti che descrivono la persistenza dell’insegnamento all’aperto delle maestre che hanno continuato a seguire il Metodo Sperimentale privilegiando attività di scuola senza pareti nella propria proposta educativa. Sara Bertuzzi parla nei suoi Diari di visite all’azienda agricola come motivo costante di conoscenza del mondo naturale e del lavoro umano.

BAMBINI E NATURA

La natura come esperienza reale

La cura dell’ambiente naturale è fondamentale nella pedagogia di Giuseppina Pizzigoni. Si parte dal giardino della scuola quale luogo all’aperto più vicino alla classe e di interesse immediato per il bambino.

Come ha visto fare alla Rinnovata ed ha letto nei libri della sua ispiratrice, Sara Bertuzzi dedica alla natura un amore particolare. Si educa ed educa i bambini a saper cogliere le meraviglie del mondo naturale e a sentirsi in armonia con la vita. Al senso di armonia e di gioia universale guida i bambini curandone il linguaggio ed edificandone lo spirito.

Preparazione alla vita

L’armonia della natura è ammirata dappertutto: nei fiori, negli animali, nei prati, nello stesso giardino della scuola.

Da tutto questo nasce la capacità dei bambini di intuire la poesia e il miracolo che si presenta ai loro occhi. Il bambino si stupisce e si entusiasma, diviene generoso di fronte a tanta bellezza.

Gli adulti osservano, favoriscono, aiutano e aspettano i tempi del bambino, senza precipitarsi verso il traguardo.

Lasciare che il bambino scopra le verità che sono nella natura è un atto educativo sapiente di cui il bambino ha bisogno.

Il fine dell’educazione

“Educare secondo verità e natura” è una delle frasi più celebri di Giuseppina Pizzigoni. Rappresenta la sintesi di un programma che è visto realizzato pienamente nella Scuola Rinnovata.

Sara Bertuzzi resta fedele al principio della Pizzigoni, che diviene per lei progetto unitario di educazione ed insegnamento. La sua scuola richiede impegno e dedizione. Molta fatica accompagnata da intenso entusiasmo e amore per il suo lavoro (S. Bertuzzi, Secondo Diario, 1961-62, 7-8).

BAMBINI E NATURA

Che cosa hanno visto i tuoi occhi questa mattina?

Questa la domanda dalla quale scaturisce la riflessione con i bambini è un motivo ricorrente nell’insegnamento di Sara Bertuzzi. Il bambino è condotto a esaminare le cause, gli effetti, le condizioni di vita, le particolarità che generano lo scambio delle osservazioni dalle quali nascono le parole progressivamente sempre più adeguate a descrivere la situazione vissuta.

I bambini desiderano raccontare e chiedono attenzione al loro narrare. Le occasioni per la scoperta della natura sono date dall’uscita nel giardino, dalla visita all’azienda agricola, dalla lettura del giornale che riporta quanto sta avvenendo allo zoo a proposito di questo o di quell’altro animale.

EDUCAZIONE ALL’APERTO

La scuola nuova è scuola attiva

La scuola all’aperto rappresenta una delle maggiori peculiarità della scuola attiva. Insegnare all’aperto significa eleggere il “fuori dalla classe” quale momento privilegiato di rigenerazione del contatto del bambino con l’ambiente naturale e quindi con la vita vera.

L’apprendimento più efficace e duraturo è quello che ha luogo all’aperto e non al chiuso delle pareti dell’aula. La scuola all’aperto fa conoscere al bambino gli oggetti che maggiormente lo interessano e lo appassionano, introducendolo all’osservazione dei fenomeni e alla sperimentazione dei procedimenti scientifici.

STORIE VERE DI ANIMALI

Dai ritagli di giornale all’idea del ciclo

Sara Bertuzzi conserva i ritagli di giornale dove si parla di storie vere di animali e inaugura il capitolo omonimo della sua educazione, che diventerà costante nell’applicazione del Metodo Sperimentale. Il Fondo Pizzigoni custodisce diverse cartelline contenenti molte storie vere di animali usare per raccontare, descrivere, collegare, disegnare, pensare, giocare. (Storie vere di animali, FP00005_001; Ritagli di giornali, FP00005_000)

La concatenazione delle esperienze conduce Sara Bertuzzi alla definizione del ciclo, una successione ordinata di attività che partono da un’esperienza diretta per poi sviluppare diverse attività congruenti. Dal gregge che sosta nel prato fuori la scuola, si passa alla conversazione con il pastore, alla visita alle pecore, alla tosatura, alle domande sulla provenienza del proprio golfino, alla costruzione delle figurine di lana e così via fino ad arrivare alla Pinacoteca di Brera per osservare le rappresentazioni artistiche dei pittori che si sono interessati al tema.

Dentro il percorso tutti i tipi di educazione sono soddisfatti: dai sentimenti al senso morale; dai sensi umani di base – come la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto, il gusto – all’arte; dalla comunicazione alla formulazione del pensiero; dalla manualità all’osservazione scientifica e alla produzione industriale.

Materiali pedagogici Metodo Pizzigoni | Fondo Pizzigoni Scuola dell'Infanzia

SCUOLA ALL’APERTO

Gli obiettivi generali del Progetto ARTIS sulla accessibilità culturale

Il Progetto ARTIS Accessibilità Roma Tre Innovazione tecnologica Sostenibilità coniuga il tema dell’accessibilità nel senso della valorizzazione dell’habitat al fine di garantire a ogni persona una vita autonoma, senza preclusioni dovute all’età, alle conoscenze, alle abilità fisiche e sensoriali.

All’interno di questa finalità, si promuove una cultura della sostenibilità con l’ideazione di percorsi culturali e paesaggistici in aree urbane ed extraurbane di Roma includendo il patrimonio naturalistico e architettonico indagato e investendo in strumenti audiovisivi informatici gestibili anche all’aperto.

Un’attenzione specifica, all’interno dell’obiettivo sulla conoscenza e l’uso del patrimonio scelto come significativo per la comunità di riferimento, riguarda la scuola dell’infanzia all’aperto partecipe della scoperta del territorio con bambini preparati all’interazione attiva con il linguaggio scientifico e prescientifico. Tra i risultati attesi dal Progetto ARTIS sono previsti la valorizzazione anche turistica di territori ancora trascurati da questo punto di vista, e la riscoperta e la riappropriazione da parte della comunità locale del suo territorio di appartenenza.

ateriali pedagogici Metodo Pizzigoni | Fondo Pizzigoni Scuola dell'Infanzia

Dalla scuola nel bosco alla ricerca sul territorio

Un filo rosso ben evidente corre lungo la direzione dell’educazione all’aperto: dalla scuola, al territorio, alla comunità.

La scuola nel bosco entra nell’ambiente universitario dell’Università Roma Tre intorno al 2014, proprio quando inizia a prendere forma il Fondo Pizzigoni e, con esso, la genesi della scuola all’aperto nella pedagogia italiana del primo Novecento.

Ai suoi albori, la Scuola Rinnovata è indicata come modello di scuola rurale per la spazio dato all’agricoltura, al lavoro nei campi, al contatto con la natura, quest’ultima è una grande rilevazione per i figli degli operai occupati in fabbrica.

La fisionomia di scuola all’aperto si afferma dopo i viaggi all’estero (1911) della maestra Giuseppina Pizzigoni e in seguito alla visita alle scuole nuove, alle scuole libere e alle Waldschulen, anche in considerazione dell’educazione da offrire ai bambini con salute malferma.

In oltre un secolo di cambiamenti, la ricerca sul rendere l’esperienza all’aperto parte integrante del curricolo scolastico continua ad interessare gli insegnanti e le istituzioni pubbliche. Idee e proposte sul fare scuola nell’aula naturale si concretizzano in proposte formative di associazioni private interessate a ripartire dall’ambiente esterno.

Locandina evento | Fondo Pizzigoni Scuola dell'Infanzia

Outdoor education tra sostenibilità e pensiero scientifico

Una nuova svolta al discorso sulla formazione degli insegnanti in tema di outdoor education è rappresentata dalla confluenza degli insegnanti della scuola all’aperto, partecipanti ai seminari del Fondo Pizzigoni, nel Progetto ARTIS Accessibilità Roma Tre Innovazione tecnologica Sostenibilità che realizza il legame della scuola all’aperto con il territorio, con ricadute significative sulla formazione dell’infanzia al pensiero scientifico.

Nello specifico, l’esperienza di accesso al bene culturale presente nel territorio della scuola all’aperto del quartiere Aurelio di Roma permette ai bambini di 5 anni di visitare il sito di Polledrara di Cecanibbio e di simulare il lavoro del palentologo. Durante il percorso si crea un prototipo di educazione all’osservazione, alla sperimentazione, alla materializzazione del centro d’interesse teorizzato da Giuseppina Pizzigoni, e praticato e ampliato da Sara Bertuzzi.

Materiali pedagogici Metodo Pizzigoni | Fondo Pizzigoni Scuola dell'Infanzia

COVID-19 E OUTDOOR EDUCATION

Un fenomeno ed il suo studio nella scuola dell’infanzia all’aperto di Roma

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 rappresenta un’opportunità per educare all’esplorazione di quello che sta accadendo nella vita dell’infanzia nella famiglia, nella scuola e nella società. Dal 5 marzo 2020 è partito il cosiddetto insegnamento oggettivo da remoto in alcune scuole dell’infanzia all’aperto del XIII Municipio di Roma. Il fatto coinvolge tutte le età e tutte le condizioni socioculturali. Le insegnanti lo mettono a fuoco e ne fanno un vero e nuovo centro d’interesse per educare a vivere bene insieme. Il Coronavirus è la il nuovo contesto di apprendimento e prova sperimentale sul come creare un valido intenzionale processo educativo.

L’ampia attività condotta sul Metodo Sperimentale di Giuseppina Pizzigoni con le scuole all’aperto, raccolte intorno al Fondo Pizzigoni, raggiunge il suo traguardo formativo con la pubblicazione della Trilogia sul Coronavirus e del recente progetto dei Quaderni di Pedagogia Digitale, che documentano proprio i nuovi modelli di insegnamento derivanti dall’applicazione delle misure di sicurezza dettate dalla pandemia Covid-19, a partire dai lockdown che hanno decretato l’avvio della didattica a distanza. Insegnanti e genitori sperimentano concretamente come il fatto diventi un’occasione per educare al vero, al bello, al giusto, al buono. La scienza è la nostra verità, la bellezza del creato è quella che vogliamo mantenere, il giusto è quello che è indicato come rispetto delle regole, il buono è il nostro comportamento di solidarietà e aiuto reciproco.

Ripensare la comunicazione per mantenere i legami

Solo l’attenzione agli interessi immediati richiama la curiosità e il desiderio di scoperta del bambino. Di qui il monito: ogni fatto diviene occasione, ogni occasione, educazione.

La scuola dell’infanzia in tempo di Covid-19 apre le porte a varie proposte on line per mantenere i legami, per restare comunità, nonostante l’ordine del “tutti a casa!”. L’art. 2 della Costituzione italiana parla di solidarietà e l’art. 3 invita a rimuovere gli ostacoli che limitano la nostra libertà.

La pandemia minaccia la nostra vita ed è necessario correre ai ripari. In questo eccezionale processo sociale e culturale entrano anche i bambini ai quali inevitabilmente si offrono le spiegazioni del perché e del come stia accadendo un fatto chiamato “emergenza nazionale”.

Il riposo forzato delle scuole ha aperto scenari nuovi nell’universo dell’infanzia. I bambini si sono improvvisamente ricongiunti con i genitori, in ore straordinarie di affetto infinito.

La solidarietà tra scuola e famiglia

Nell’era del Coronavirus i bambini ascoltano e osservano, dialogano e chiedono spiegazioni. Le insegnanti creano l’occasione per educare rinsaldando i legami con la comunità educante partecipe del rinnovamento nel modo di comunicare tra famiglia e scuola.

L’Università dove si formano gli insegnanti coglie il momento e rileva lo spazio possibile per sostenere la domanda implicita dei bambini. Il coinvolgimento di maestre e genitori è completo.

Nei tre libri della Trilogia sul Coronavirus emergono i linguaggi e con essi gli universi di significato dell’infanzia che scopre il valore della famiglia. I bambini vorrebbero stare con i genitori qualche ora in più. Il sentimento della famiglia è radicato nell’infanzia talvolta non completamente soddisfatta dei ritmi frenetici degli adulti.

Parallelamente, rimbalza la scuola quale ambiente indispensabile per la formazione delle relazioni interpersonali nelle quali il bambino costruisce la sua identità. Infine, il bosco, il grande escluso in tempo di pandemia è il luogo al quale si pensa come riconquista del diritto all’istruzione.

CAMPI DI RICERCA

Le cinque macro aree di ricerca del Metodo Pizzigoni

I campi di ricerca del Metodo Pizzigoni possono essere raggruppati, per finalità didattiche oltre che di ricerca, in cinque macro aree di approfondimento.

Metodo Sperimentale

Il metodo sviluppato dalla Pizzigoni per il rinnovamento profondo della scuola e della pedagogia.

Contesti di apprendimento

Scoprire, osservare, sperimentare, pensare, lavorare, creare. La scuola è il mondo, e il mondo è la scuola.

Scuola all’aperto

L’apprendimento intuitivo e scientifico inizia dall’esperienza a contatto e alla scoperta di spazi aperti naturali.

EdUCAZIONE artistica, estetica, etica

La pedagogia è arte dell’educazione, e allo stesso tempo è anche il seme dell’idea estetica che forma il senso etico.

Formazione degli educatori

Pensiero pedagogico ed esperienza alle basi del rinnovamento della scuola avviato dalla Pizzigoni.